La Chiesa

cenni storici - galleria fotografica

Santa Maria di Galeria, borgo agricolo della Campagna Romana tra Roma e Cesano, custodisce al proprio interno una suggestiva Chiesa seminascosta dagli altri edifici. Sull'altare maggiore della Chiesa è custodita un'immagine della Vergine Maria col Bambino risalente al XII secolo in stile bizantino.

Questa immagine era molto venerata nelle vicinanze dell'antica città di Galeria, che si trova nella campagna, poco distante dall'attuale Borgo. Galeria, della quale si hanno documenti risalenti a prima dell'anno Mille, fu abbandonata dalla popolazione agli inizi del 1800, quando le persone, poco più di un centinaio, si trasferirono presso i casali di Santa Maria di Galeria. Sotto l'orologio posto sul portone d'ingresso, visibile dalla piazza più piccola del Borgo, si vede la scritta in numeri romani MDCCCXXII (1822). Oggi purtroppo anche questo piccolo Borgo agricolo, in gran parte di proprietà della Società SATA di Roma, è pressochè disabitato.

La storia del trasferimento dell'immagine della Vergine dalla campagna all'attuale Chiesa è raccontata da un affresco che il visitatore, entrando in Chiesa, trova sulla parete di destra. Nell'affresco, attribuito alla scuola di Antoniazzo Romano (seconda metà del 1400), si vedono alcune donne che pregano davanti all'immagine della Vergine Maria posta su di un albero; quindi il trasferimento dell'immagine miracolosa della Vergine, a mezzo di una cavalcatura; infine il viaggio della sacra icona verso un borgo situato su di un'altura. La tradizione vuole che l'immagine di Santa Maria in Celsano sia stata ritrovata su di un albero di gelso e che abbia guarito improvvisamente un bambino malato. Anche un secondo affresco, di epoca ottocentesca, raffigura la preghiera di una famiglia con un bambino davanti all'immagine della Madonna posta su un albero.

Gli "ex voto" - oggi collocati nei pressi del fonte battesimale - attestano la devozione degli abitanti del luogo verso la Madre del Signore, particolarmente invocata nelle necessità materiali e spirituali delle famiglie. Non è un caso che questa Chiesa venga scelta da numerose coppie per la celebrazione del matrimonio e che anche in questo modo continui la devozione dei fedeli alla Vergine Maria.

 

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La Chiesa è a tre navate ed è arricchita da alcuni elementi architettonici e artistici probabilmente provenienti dalla sottostante villa romana: le colonne interne, due con capitelli corinzi e due con capitelli dorici, l'acquasantiera, il fonte battesimale ed altri marmi. L'aspetto neogotico della Chiesa risale alla seconda metà del 1800, quando la facciata fu dotata di un rosone, le finestre assunsero la caratteristica forma a sesto acuto e le pareti interne furono tinteggiate con fasce marroni di diversa tonalità; fu realizzata un'iconostasi per esaltare l'altare maggiore e l'immagine della Vergine, creando un locale adibito a sagrestia nel quale si trovano due ossari.

L'attuale altare marmoreo è stato voluto dalla popolazione all'indomani del Secondo Conflitto Mondiale, in ringraziamento alla Vergine Maria perchè nonostante l'infuriare della Guerra, il Borgo e le campagne furono risparmiate dai bombardamenti, dalle razzie e dalle rappresaglie dei soldati. L'altare fu consacrato da S.E. Mons. Luigi Martinelli, Amministratore Apostolico della Diocesi di Porto - Santa Rufina, il 25 marzo del 1945. Attualmente la celebrazione della Santa Messa avviene su di un altare mobile di legno.

Altri affreschi che abbelliscono la Chiesa sono attribuiti alla scuola di Antoniazzo Romano. Pare che tutta la Chiesa sia stata affrescata nel 1400; un esempio di come si presentava è visibile nella vicina Chiesa parrocchiale di Isola Farnese. Nella parete di sinistra, invece, è descritta la celebrazione dell'incoronazione dell'immagine di Santa Maria in Celsano da parte del Vescovo di Porto - Santa Rufina, assistito da numerosi ecclesiastici.

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