Pellegrine per dire "grazie"

Un pellegrinaggio per dire grazie alla Madonna della Consolazione, venerata nel Santuario di Santa Maria in Celsano

 

Le Figlie di Maria Ausiliatrice della Casa “Madre Mazzarello”, una delle Comunità che, nella nostra Diocesi, formano parte dell’opera della Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”, si sono ritrovate, domenica 8 maggio 2022, alle 15.00, nel Santuario di Santa Maria di Galeria, accolte da don Roberto Leoni, per celebrare l’Eucarestia in quella che è la festa del “grazie”.

Una festa iniziata dalla spontaneità dei ragazzi dell’oratorio di Valdocco che, nel 1849, nel giorno di S. Giovanni Battista, onomastico di don Bosco, volevano ringraziare il loro “padre”, “maestro” e “amico” per l’amore con cui li seguiva e li educava. Due cuori d’argento sono stati il loro dono a don Bosco che, da buon educatore, ha - come si dice - preso la palla al balzo, cogliendone il profondo significato pedagogico: un modo per educare i giovani alla gratitudine, facendone fare un’esperienza diretta e coinvolgente.

Oggi, la Festa per le Comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice è per esprimere gratitudine alla sorella che è chiamata a presiedere la Comunità, ma anche a tutte coloro che ne fanno parte, perché in famiglia i doni si con-dividono per moltiplicare la gioia e la letizia.

Quello di quest’anno, poi, è un “grazie” che si riveste di ulteriore significato, perché si celebra nel 150° anniversario della nascita dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Fondato da San Giovanni Bosco nel 1872, a Mornese, un piccolo e sperduto paese dell’Alto Monferrato, l’Istituto e soprattutto le Figlie di Maria Ausiliatrice dovevano essere il «suo monumento di grazie vivente a Maria Ausiliatrice», Madre e Maestra dell’opera salesiana. Da 150 anni, le Salesiane di don Bosco, sono presenti sulle frontiere dell’educazione; il loro impegno è in favore dell’educazione delle nuove generazioni nell’attenzione costante a coniugare i “buoni cristiani” con gli “onesti cittadini”.

Ri-conoscere significa cogliere il dono ricevuto, custodire i doni, i volti, i nomi delle persone di cui è intessuta la nostra vita. Ringraziare è fare memoria del cuore, che non dimentica ciò che ha ricevuto. Da qui la meraviglia e la benedizione di suggellare la gratitudine ai piedi di Maria, Madre della Consolazione, per essere come lei l’abbraccio del cielo verso la terra; per ottenere luce e essere segno dell’amore preveniente di Dio per le giovani e i giovani. Oggi come ieri. Oggi come domani: una “presenza” che genera vita.

Suor Maria Antonia Chinello fma

 

 

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