Vicini a chi ha il cuore ferito

Mons. Reali celebra la Messa in suffragio delle vittime della strada

Chi percorre le strade della nostra bella campagna non può non notare la presenza a bordo strada di numerose croci, fiori e segni che segnano il punto dove una persona ha perso la vita in un incidente stradale. Sembra quasi di percorrere il viale di un cimitero, dove le tombe non sono vicine le une alle altre ma disseminate lungo la strada. Quasi sempre si tratta di giovani. Dietro ciascuna di quelle croci c'è il dramma di una famiglia che porta nel proprio cuore una ferita che, nonostante lo scorrere degli anni, non si rimargina.

Come credenti dovevamo fare un gesto di vicinanza ai genitori, ai figli e ai fratelli che piangono la prematura scomparsa di un proprio caro; è nata così l'idea di una Messa di suffragio per tutte le vittime della strada, all'inizio del mese di Novembre, che la Chiesa dedica al ricordo e alla preghiera per i fedeli defunti. E' stato il nostro Vescovo, Mons. Gino Reali, a guidare la preghiera nel Santuario di Santa Maria in Celsano, alla presenza dei familiari delle persone scomparse, che al termine della celebrazione egli ha voluto salutare personalmente.

Nell'omelia il Vescovo ha ripreso l'insegnamento della Chiesa su quella vita che ci attende dopo la morte, "la morte non è la fine, ma l'inizio di una nuova dimensione di esistenza, quella con il Signore che ci accoglie nella propria casa; è questa la speranza cristiana, una speranza che ci sostiene nel momento della morte delle persone care". Mons. Reali ha detto che noi cristiani viviamo la morte in unione al Signore: "come la morte di Cristo, anche la nostra morte è un'offerta, un sacrificio di obbedienza, che Dio accoglie prendendoci con Sé".

Gremita la Chiesa di fedeli, attenti alla parola del Vescovo e allo svolgimento del rito, accompagnato dai canti della Corale "Santa Maria di Galeria" che ha proposto brani di grande intensità emotiva come "La pace dei Santi", "Io credo risorgerò" e "Quando busserò alla tua porta". Al termine della celebrazione, ecco il gesto più toccante: il Parroco, Don Roberto Leoni, invita i familiari a portare all'altare una foto dei loro cari scomparsi, deponendola ai piedi dell'Icona della Vergine: "le foto verranno custodite vicino all'immagine di Santa Maria in Celsano, che proteggerà i nostri cari defunti e saprà consolare le nostre famiglie".

Accompagnata dalle suggestive note dell'Adagio di Albinoni eseguito dal violino di Giorgio e l'organo di Miriam Polesi, tra l'intensa commozione dei presenti che non hanno neanche tentato di frenare le lacrime, si è formata una piccola processione di genitori e fratelli che hanno portato le foto dei propri cari all'altare per poi ricevere dal Vescovo l'immagine di Santa Maria in Celsano. La celebrazione così ha termine, e mentre la campana risuona lentamente a morto, molti si fermano in Chiesa, pensosi, a pregare.

testo di Andrea Santi - foto di Daniele Baiano

(06/11/2013)

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