Dolore e speranza

Il Vescovo ha presieduto presso il Santuario di Santa Maria in Celsano la Messa in ricordo delle Vittime della Strada. Un’iniziativa nata sette anni fa e che vede radunarsi attorno all’altare e sotto lo sguardo della Vergine Madre delle Consolazione tante famiglie, tante persone, tutti uniti da un medesimo dolore. Giovani vite spezzate, troppo presto strappate all’affetto delle persone care. Chi ha vissuto questa tragedia sa che la ferita non si rimargina e che lo scorrere del tempo può solo mitigare l’angoscia. Ed ecco che la Chiesa non si dimentica dei propri figli e mentre si china sulle loro sofferenze, indica a tutti, oltre il buio della morte, l’alba del mattino di Pasqua. Dolore e speranza, insieme. Cos’altro possiamo fare? Senza questa strada misteriosa della fede, ci rimane solo l’assurdo, il non-senso, e quindi la ribellione. 

Accompagnati dalla dolce musica dell’organo, nonostante fuori infuriasse una vera e propria tempesta, i presenti si lasciano consolare dalle parole della Sacra Scrittura, dalla liturgia e da ciò che il Vescovo dice. Dall’altare maggiore gli occhi dei nostri figli ci guardano, erano vivi, allora. Lo sono ancora oggi, ma in modo diverso. Davanti a quelle foto, al termine della Messa, vengono portati lumi accesi. Segno di vita, di amore e di speranza. È il gesto più commovente dell’intera cerimonia. Che si conclude col mesto rintocco della campana che ci saluta mentre ce ne andiamo. E lasciamo i nostri cari a riposare in Chiesa, sotto lo sguardo della Madonna. Sono in buone mani. 

Angela Santacroce
foto: Filippo Lentini